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Foto — Maurice Haas Data — 03 dicembre 2012
Un brillante ricercatore dedito alla scoperta di nuove cure per molteplici malattie. Un appassionato giocatore di calcio che ha allenato per diversi anni la squadra dell’azienda per cui lavora, la Roche. Un appassionato di orologi attratto dalla bellezza ingegneristica e dalla precisione dei movimenti meccanici. Andrew Thomas: un uomo dalle mille passioni.
Andrew Thomas è un uomo straordinario che nutre passioni tanto grandi quanto profonde. Nonostante lavori come ricercatore specializzato in Neuroscienze presso l’azienda Roche a Basilea, in Svizzera, Thomas riesce anche a trovare il tempo di istruire altri scienziati, tenendo lezioni come docente-lettore in tutto il mondo.
Come chimico e collezionista, Thomas nutre passioni che spaziano in vari settori tra cui i vini d’annata e il whisky, gli sport come il ciclismo, il calcio e il golf, e la filantropia come la Laureus Sports for Good Foundation. Tuttavia, i movimenti meccanici realizzati dalla manifattura IWC restano la sua più grande passione.
Nel coltivare le proprie passioni extracurricolari, l’approccio di Thomas è sempre stato quello di un uomo meticolosamente attento al dettaglio, che mette anima e corpo in tutto ciò che fa. Da un lato, introverso per natura e acuto ascoltatore, dall’altro, abile oratore in grado di raccontare storie che stregano il pubblico. Insomma, un campione nello sfruttare al meglio il tempo. “Organizzo il mio tempo per molti giorni, così da stabilire sempre l’ordine delle priorità”, spiega Thomas. E aggiunge: “Perdere tempo significa sprecare la vita”.
Durante gli studi universitari al St. Andrews, quello che è il paradiso scozzese del golf, Thomas divenne un avido golfista giocando almeno due volte a settimana nella celebre squadra Old Course. Venne accettato in seguito, all’Università di Cambridge in cui trovò nella figura del Professor Steven Ley un grande mentore. “Superate le aspettative!” Così il Professor Ley spronava i suoi studenti. E Andrew Thomas prese le sue parole alla lettera.
Non c’era nulla in questo scenario che lasciasse presupporre per Thomas una carriera nelle scienze mediche. Nato nell’estremo settentrione della Scozia, la scelta più ovvia per lui fu quella di seguire le orme della sua famiglia nell’industria ittica. Ma fin da bambino, Thomas sognava di diventare uno scienziato. Durante le gite di pesca nelle vacanze scolastiche, fissando le stelle dall’imbarcazione, pare che abbia identificato nelle connessioni delle stelle la struttura molecolare di nuovi elementi chimici. Ancora adolescente, sognava di creare molecole che avrebbero ribaltato la biomedica.
Assunto alla Roche dopo gli studi universitari, Thomas trovò nell’azienda l’ambiente ideale alla realizzazione dei suoi sogni. A Basilea, in New Jersey, a Palo Alto o a Shanghai, lavorò in qualità di ricercatore dedito alla scoperta di nuove cure per l’Alzheimer, la schizofrenia, l’autismo e la sindrome di Down. Fu proprio grazie alla sua professione e all’azienda in cui fu impiegato, che Thomas riuscì a coltivare un’altra passione, quella per il calcio, in veste di giocatore nella squadra della Roche. Per molti anni, Thomas è stato persino capitano della squadra e in seguito allenatore, ma oggi si dedica soprattutto al ruolo di allenatore.
Oggi, Andrew guida un’equipe composta dai 40 migliori ricercatori del mondo e fa da mentore a una quarantina di talentuosi studenti che competono in tutta Europa per poter entrare a far parte della sua equipe di ricerca. Nella sua professione, Thomas ha sempre rivolto il suo sguardo verso il benessere dei pazienti, superando le aspettative grazie a tecniche sanitarie innovative. Recentemente, ha ricevuto due importanti riconoscimenti per il suo lavoro creativo nella realizzazione di sessanta invenzioni brevettate. Estremamente fiero dei suoi successi dichiara: “Siamo l’unica equipe al mondo in grado da un lato di creare modelli di patologie e, dall’altro, di combattere le malattie al loro stadio molecolare, studiando le infinite possibilità chimiche delle neuroscienze”.
È stata la passione per il microscopico mondo delle cellule a fare del ricercatore scozzese un appassionato di orologi: “Ero attratto dall’origine del ticchettio degli orologi”, spiega Thomas. Suo nonno, arruolato nella marina militare britannica, possedeva un Mark 11 di IWC che Andrew sperava di ereditare. Tuttavia rimase deluso quando, al momento di ereditare l’orologio, trovò la scatola vuota. Solo una piccola nota con su scritto: “Venduto per riparare l’imbarcazione”.
Alla fine fu la compagna di Thomas che, stanca di vederlo soffermarsi di fronte ad ogni negozio di orologi IWC, gli regalò un Pilot’s Watch per il suo 35° compleanno. L’evento convertì il ricercatore della Roche in un avido collezionista di orologi IWC. Era determinato a scoprire tutto quello che di meglio poteva offrire la manifattura IWC: i movimenti meccanici. In breve tempo, Thomas collezionò ventiquattro segnatempo IWC, tra cui l’orologio vintage per antonomasia, l’Ingegnieur con referenza 866. Andrew Thomas soprannominò affettuosamente e volutamente questa linea di orologi “la vera icona di IWC”.
Oggi, dopo aver passato il corso di guida Master Maserati, regalatogli per il suo 40°compleanno, Thomas sta aspettando con impazienza che gli arrivi la sua nuova Maserati. Inutile dire che l’ha ripetutamente smontata e rimontata nei suoi pensieri, molte volte.
Padre e figlio sono seduti a un tavolo sotto una parete affrescata. Per parlare di affari, si incontrano nella sede aziendale, una villa barocca vicino a Treviso.
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