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Con alle spalle una lunga tradizione nella produzione di caschi, l'azienda Schuberth di Magdeburgo è ormai uno dei fornitori ufficiali della FORMULA 1 sin dal 2000. "I caschi migliori per i piloti migliori", è il motto dell'azienda. Infatti, i caschi Schuberth sono i sistemi di protezione scelti dai piloti con all'attivo cinque campionati del mondo.

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Esperienze

BRUNELLO CUCINELLI

LE ESCLUSIVE CREAZIONI IN CASHMERE DI BRUNELLO CUCINELLI SONO UN MUST DA NEW YORK A SAINT TROPEZ. IL SUO ATELIER HA SEDE IN UN BORGO MEDIEVALE DELL'UMBRIA.

Testo — Michaela Namuth Foto — Maurice Haas Data — 03 febbraio 2012

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—Brunello Cucinelli è uno degli imprenditori di maggior successo in Italia

Brunello Cucinelli arrivò per la prima volta a Solomeo, non lontano da Perugia, nel 1985. Si trattava allora di un borgo medievale quasi disabitato, posto sulla sommità di una verde collina. Ora Solomeo è sinonimo di eleganza in tutto il mondo. Da questo antico borgo, Cucinelli invia le sue collezioni in cashmere a New York, Mosca, Hong Kong e Gstaad. Le antiche mura in pietra sono state restaurate nei minimi dettagli. “La bellezza salverà il mondo” è l’aforisma inciso su una lastra di metallo accanto a una delle porte medievali. Cucinelli ha fatto delle parole di Dostoevskij il suo principio guida. Per lui, Solomeo non è solo la sede delle macchine da maglieria, ma un luogo delle belle arti. Il paese vanta una biblioteca e un teatro di nuova costruzione, che ospita musicisti e attori di tutto il mondo.

Il ristorante per il personale si trova nel palazzo dietro la piazza centrale. I locali sono rustici, con tavoli di legno pesante e una scelta di piatti regionali (il menù cambia ogni giorno). La mensa è famosa per il buon vino e le specialità al tartufo. In realtà, Solomeo nel suo complesso assomiglia più a un centro termale che alla sede di un’azienda. Non è un caso, in effetti, e rispecchia la filosofia aziendale. “Un ambiente piacevole stimola la creatività e la gente lavora meglio”, spiega Cucinelli. Il suo ufficio si trova nella stanza della torre da cui, come i principi prima di lui, si può godere di una vista su tutta la valle. “Libera lo spirito”, ammette l’imprenditore cinquantasettenne.

Quando iniziò la produzione di maglioni in cashmere colorato alla fine degli anni ’70, aveva due dipendenti e 500.000 lire in contanti. Oggi, circa 600 dipendenti interni e altri 1.500 artigiani esterni producono eleganti maglioni per la sua etichetta di lusso. L’Umbria ha una lunga tradizione di produzione di maglieria, tenuta viva dai piccoli atelier artigianali e dai laboratori che lavorano come fornitori di Cucinelli. “Questa forma di cooperazione è un tipico metodo di produzione italiano, che ci consente di esportare la tradizione artigianale in tutto il mondo”, sottolinea Cucinelli. I capi più elaborati e ad alta intensità di manodopera sono prodotti nel laboratorio di proprietà di Cucinelli, appena fuori dalle porte di Solomeo. Al di là, dietro le spesse mura del borgo, vengono lavorati e cuciti i prototipi delle collezioni. È qui che lavora il team composto da dodici designer di cui fanno parte anche le figlie di Cucinelli, Camilla e Carolina.

È tuttavia il capo in persona ad avere l’ultima parola sullo stile della Maison. Cucinelli trasforma il cashmere in un oggetto del desiderio. Ovviamente il classico pullover grigio di cashmere con il collo a V è ancora in produzione, ma sono stati aggiunti molti nuovi modelli. Ci sono giacche di pelle con maniche in maglia, pantaloni da uomo a gamba dritta, abiti corti e lunghi e leggings. I modelli più recenti sono abiti da sera realizzati con i migliori materiali in maglia. Luminose tonalità gialle e rosse dominano le collezioni estive, maschili e femminili. “I miei modelli si ispirano alla moda che vedo per le strade di New York o di Perugia”, spiega Cucinelli. I designer eseguono i disegni da cui si sviluppano i modelli, che a loro volta fanno da modello ai prototipi.

—Le creazioni di Brunello Cucinelli sono vendute non solo da rivenditori selezionati ma anche dalle 47 boutique di proprietà.

MI PREOCCUPA MOLTO MENO TROVARE NUOVI ACQUIRENTI PER LE MIE PROSSIME COLLEZIONI CHE TROVARE DONNE CON LE COMPETENZE NECESSARIE PER ESEGUIRE LAVORI COSÌ COMPLESSI.

—Brunello Cucinelli

Il filato è selezionato in base al tipo di articolo e di modello. Cucinelli utilizza cashmere proveniente dalla Cina e dalla Mongolia, e i suoi unici fornitori di lana fine, già filata, sono le aziende italiane Loro Piana® e Cariaggi®. Il cashmere è particolarmente costoso perché si ottiene esclusivamente dal morbido sottovello delle capre. È piacevole da indossare in estate e mantiene al caldo in inverno. Gli eleganti modelli, realizzati a Solomeo, combinano il cashmere con altri materiali esclusivi come la seta, la pelle o il ricamo a mano. I modelli e i filati giungono inizialmente nelle sapienti mani di Stella Salvatelli e delle altre donne che producono i prototipi all’interno di una delle antiche case in pietra.

La signora Salvatelli lavora da oltre 30 anni su macchine da maglieria a comando manuale. Attualmente sta lavorando al nuovo modello di abito da sera, completamente assorta nella complessa lavorazione a maglia di un colletto che deve unire perfettamente le diverse parti finite. Deve agganciarle agli aghi della sua macchina, punto dopo punto. Poi sposta la griffa con il filo lentamente avanti e indietro a mano. Ogni movimento si traduce in una fila. Lavora con particolare attenzione su questo modello perché nel filato sono inserite delle paillettes. Dopo tutti questi anni, Stella ama ancora il suo lavoro e non si annoia mai. “Ogni nuovo modello è una sfida”, osserva.

—Ogni capo viene testato almeno sei volte per una qualità al cento per cento prima di diventare un autentico Cucinelli.

I MIEI MODELLI SI ISPIRANO ALLA MODA CHE VEDO PER LE STRADE DI NEW YORK O DI PERUGIA.

—Brunello Cucinelli

Imprenditore e filosofo

Nato nel 1953, Brunello Cucinelli è uno degli imprenditori di maggior successo in Italia. Questo self-made man è anche un uomo di cultura. Per questo ha scelto come sede della sua fabbrica di cashmere il borgo di Solomeo sulle colline umbre, che ha restaurato secondo i disegni originali. Non si vive di solo pane a suo parere: il borgo medievale vanta anche una biblioteca e un teatro in stile rinascimentale, entrambi a disposizione del personale di Cucinelli. Il teatro fa parte del Foro delle Arti, un complesso di edifici, piazze, terrazze e un anfiteatro pensato per la meditazione e per gli spettacoli. Artisti e visitatori giungono a Solomeo da tutto il mondo, per parlare di filosofia e assaporare il raffinato genius loci. Cucinelli ci tiene a sottolineare che proviene da una famiglia di agricoltori umbri. La sua carriera inizia nel 1970 con la produzione di maglioni di cashmere dai colori brillanti. In un’epoca in cui i colori standard del cashmere erano i classici grigi e marroni, questa coraggiosa strategia ottenne fin da subito un grande successo. Ora i suoi capi di lusso si trovano in più di mille punti vendita multimarca in tutto il mondo. In azienda lavorano le due figlie e la moglie Federica, che lo portò a Solomeo più di 30 anni fa. Nel 2010 ha ricevuto il premio World Entrepreneur of the Year a Monte Carlo ed è stato insignito di una Laurea Honoris Causa dall’Università degli Studi di Perugia.

I prototipi sono destinati ai vari produttori, che realizzano i capi nello stesso modo in cui lo fanno Stella e i suoi colleghi a Solomeo. Tuttavia, dopo ogni fase della lavorazione, le singole parti vengono rispedite alla sede centrale per un controllo. Ogni capo viene testato almeno sei volte per una qualità al cento per cento prima di diventare un autentico Cucinelli. I test si svolgono nella Sala degli Specchi, come gli abitanti del borgo chiamano la stanza in cui si trovano i tavoli luminosi. Qui i tessuti vengono esaminati meticolosamente. Se un punto è caduto o è stato tirato troppo, entra in azione Rita Tiradossi. Con l’aiuto di aghi da uncinetto e altri utensili in miniatura, ripara tutto ciò che non risulta assolutamente perfetto. Dietro di lei, in una fila ordinata di bobine di filati, si trova tutta la gamma dei colori utilizzati nelle collezioni. La pazienza è l’essenza del lavoro di Rita Tiradossi e dei suoi colleghi. Altre doti necessarie sono dita abili ed esperienza. “Mi preoccupa molto meno trovare nuovi acquirenti per le mie prossime collezioni che trovare donne con le competenze necessarie per eseguire lavori così complessi”, riflette il suo capo.

Se il settore continuerà ad espandersi come ha fatto negli ultimi anni, Brunello Cucinelli dovrà sicuramente andare in cerca di nuovo personale. Nel 2010 gli utili della sua azienda sono aumentati dell’83 per cento, raggiungendo i 15 milioni di euro, mentre il fatturato ha raggiunto il traguardo dei 200 milioni di euro. Quest’anno si prevede che raggiunga la cifra di 245 milioni di euro. Stati Uniti, Germania e Svizzera sono tra i suoi principali mercati esteri. Finora le vendite sono state equamente distribuite, tra l’Italia, il resto d’Europa e il Nord America ciascuno pari a un terzo. Solo il due per cento della produzione è diretta al mercato cinese. Per crescere in questo mercato, Cucinelli ha bisogno di molto denaro, che prossimamente vorrebbe raccogliere in borsa. Questa primavera, le azioni della società saranno quotate a Piazza Affari.

Intanto, il self-made man umbro continua ad aprire nuovi punti vendita. Il numero delle boutique di proprietà è salito da 7 a 47 negli ultimi due anni e tutte si trovano in posizioni di primo piano nei più lussuosi shopping district del mondo. Le boutique Cucinelli non vendono solo maglioni in cashmere, ma anche pantaloni, jeans e un vasto assortimento di accessori come scarpe, borse, valigie e cinture. Tutti i prodotti appartengono alla Collezione Cucinelli e, per una questione di principio, non vengono dati in licenza. “Il vero lusso deve essere esclusivo e di altissima qualità”: è questo il suo credo.

Cucinelli ritiene che il valore di un prodotto risieda anche nella sua lavorazione. “Oggigiorno chiunque può trovare su Internet i luoghi e le modalità con cui viene realizzata una sciarpa in cashmere, ed è giusto che sia così”, commenta. In definitiva, tutto ciò che si vede a Solomeo può essere esaminato, ma Cucinelli vuole andare oltre. Nello spirito di Dostoevskij, il suo autore preferito insieme a Socrate e San Francesco, Cucinelli vuole contribuire a fare del mondo un posto più bello. Per questo motivo, parte degli utili della società sono investiti nel restauro del borgo medievale. Il suo prossimo progetto è una guest house, perché Cucinelli prevede che in futuro sempre più persone visiteranno Solomeo. Un gruppo di manager cinesi che ha recentemente accompagnato in una visita guidata, voleva comprare all’istante l’intero borgo. Ride ancora di cuore al ricordo.

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