Scopri altri articoli
BRUNELLO CUCINELLI

Brunello Cucinelli arrivò per la prima volta a Solomeo, non lontano da Perugia, nel 1985

Experience - Santoni - Promo Full
Santoni

Nella loro manifattura italiana, i Santoni – padre e figlio – producono eleganti calzature di altissima qualità, con cuciture a mano e strati di tintura sovrapposti

Experience - 98295 Calibre - Article Hero
Calibro 98295

Il Volvo Ocean Race Game

Preparati a issare le vele, scegliere la rotta e vincere la competizione del Volvo Ocean Race Game 2011/2012!

Lo scozzese

Un brillante ricercatore dedito alla scoperta di nuove cure per molteplici malattie. Un appassionato giocatore di calcio che ha allenato per diversi anni la squadra dell'azienda per cui lavora, la Roche. Un appassionato di orologi attratto dalla bellezza ingegneristica e dalla precisione dei movimenti meccanici. Andrew Thomas: un uomo dalle mille passioni.

La «prima donna» della collezione Portoghese

Il Portoghese Tourbillon Mystère si trasforma in Portoghese Tourbillon Mystère Rétrograde e dispone di un datario che, alla fine del mese, torna nella sua posizione iniziale

GUIDA ALL’ALTA OROLOGERIA

A Schaffhausen l’ideazione e il continuo perfezionamento di movimenti, quadranti e casse fanno parte della filosofia aziendale sin dal 1868. Complicazioni come il calendario perpetuo, il tourbillon a forza costante e la ripetizione minuti non sono quindi solo delle storiche conquiste di arte orologiera, ma anche frutto di un assiduo lavoro di sviluppo e costruzione. I 7 episodi della serie “Guida all’Alta Orologeria” di IWC, dedicati alle complicazioni più iconiche del marchio, offrono una prospettiva interna al mondo dell’Alta Orologeria made in Schaffhausen.

Di generazione
in generazione

Padre e figlio sono seduti a un tavolo sotto una parete affrescata. Per parlare di affari, si incontrano nella sede aziendale, una villa barocca vicino a Treviso.

Esperienze

I caschi migliori per i piloti migliori

Caschi Schuberth

Testo — Medard Meier Foto — Hiepler, Brunier Data — 01 luglio 2013

Condividi:
—Oltre ai loghi degli sponsor, i caschi Schuberth presentano decorazioni personalizzate per i piloti: Jens Munser, designer e artista nella decorazione di caschi con l'aerografo, è molto contento di poter realizzare disegni personalizzati.

Fu un test senza preavviso. Una molla di acciaio si frantumò come un proiettile sulla visiera e sulla calotta esterna del casco di Felipe Massa durante la sessione di prove del Gran Premio d’Ungheria del 2009, mentre il pilota correva a una velocità di circa 270 km/h. Massa perse subito conoscenza e la vettura si schiantò contro la barriera dei pneumatici. Ma il brasiliano sopravvisse all’incidente.

Il suo casco aveva resistito ampiamente all’impatto e assorbito la maggior parte dell’energia generata. Il sistema di protezione per la testa di Massa aveva funzionato. E dopo un iniziale momento di paura, i tecnici della Schuberth, azienda fornitrice dei caschi, tirarono un sospiro di sollievo. I tecnici dell’azienda accompagnano i piloti in ogni gara e hanno tre caschi di riserva pronti all’uso. Ciascuno di essi è unico, perfettamente in linea con gli standard della galleria del vento messi a punto dall’azienda e modellato esattamente secondo la misura e le esigenze di ogni pilota.

Con alle spalle una lunga tradizione nella produzione di caschi, l’azienda di Magdeburgo è ormai uno dei fornitori ufficiali della FORMULA 1 sin dal 2000. “I caschi migliori per i piloti migliori”, è il motto dell’azienda. Il primo pilota ad aver indossato un casco Schuberth è stato Nick Heidfeld, seguito da Michael Schumacher. Oggi, la Schuberth è uno dei partner ufficiali della Scuderia Ferrari guidata da Fernando Alonso e Felipe Massa, ma anche del team Mercedes di Nico Rosberg e del team Sauber capitanato dal nuovo pilota Nico Hülkenberg. “I piloti non sono pagati dall’azienda”, dichiara il CEO Marcel Lejeune. Entrambi ne traggono vantaggio. L’azienda ottiene pubblicità e i piloti sono sicuri che i loro caschi offrono la massima protezione possibile alle parti più vulnerabili del loro corpo.

“Per i piloti, è una questione di fiducia. Per noi inoltre è un impegno pensare a tutto ciò che potrebbe ledere la loro sicurezza”, dichiara Sven Krieter, ingegnere tecnico esperto in caschi da competizione e presenza costante nelle gare del weekend. Lavora con discrezione dietro le quinte, ma in caso di necessità è subito pronto a prestare assistenza. I piloti di FORMULA 1 hanno, certamente, le loro preferenze. Nico Rosberg, per esempio, è particolarmente affezionato al casco indossato durante la sua prima vittoria in Cina nel 2012. “Utilizziamo il casco veloce,” dirà con tono ironico. L’azienda Schuberth detiene praticamente il record di vittorie. Protagonisti sin dal 2000 di oltre 80 gare automobilistiche, i caschi Schuberth sono i sistemi di protezione scelti dai piloti con all’attivo cinque campionati del mondo: sono stati indossati da Michael Schumacher in quattro occasioni e da Kimi Raikkönen in una sola occasione.

LA FORMULA 1 È IL NOSTRO FIORE ALL'OCCHIELLO

—Marcel Lejeune, CEO della Schuberth GmbH

I caschi, che pesano meno di 1,8 chilogrammi e sono composti da 56 parti, costituiscono veri e propri miracoli dell’ingegneria. La calotta esterna è formata da 19 strati in fibra di carbonio e in fibra ibrida di aramide e carbonio. Gli strati vengono uniti, compressi ad un’elevatissima pressione e scaldati in autoclave: una tecnica utilizzata nella produzione di missili e aerei. La visiera, la parte più critica del casco, è realizzata in policarbonato spesso tre millimetri ed è a prova di proiettile.

Conformemente al sistema HANS (Head and Neck Support System), i due elementi di fissaggio sul casco devono resistere a una trazione testata in laboratorio di 1,4 tonnellate, che equivale più o meno al peso di una piccola autovettura su ciascun lato del casco. Il sistema di protezione HANS assicura una presa salda della testa, anche in caso di forze centrifughe estremamente elevate generate da un impatto frontale. Il sistema riduce di circa il 20 % il rischio di infortuni alla testa e al collo.

Oltre a rispettare gli standard in termini di forza di trazione, i caschi devono anche superare un crash test molto complesso. Montati sulla testa metallica di un manichino, vengono lasciati cadere da un’altezza di 4,8 metri a una velocità di 9,5 metri al secondo su un supporto appuntito d’acciaio. La superficie esterna deve rimanere praticamente intatta e, all’interno del casco, l’impatto non deve registrare più di 300 g, pari a 300 volte l’accelerazione di gravità. In caso di incidente, ciò impedisce di riportare lesioni al cervello. Questi parametri sembrano eccessivi ma realmente verificabili, anche solo per una frazione di secondo in un incidente. Come è logico immaginare, grazie ai materiali ignifughi e termoresistenti, i caschi possono resistere a temperature che superano i 740° Celsius rimanendo integri.

Schuberth Helmets
—I caschi, che pesano meno di 1,8 chilogrammi e sono composti da 56 parti, costituiscono veri e propri miracoli dell'ingegneria. La calotta esterna è formata da 19 strati in fibra di carbonio e in fibra ibrida di aramide e carbonio.
—I due elementi di fissaggio sul casco devono resistere a una trazione testata in laboratorio di 1,4 tonnellate, che equivale più o meno al peso di una piccola autovettura su ciascun lato del casco.
Schuberth Helmets
—I caschi devono superare un crash test molto complesso. Montati sulla testa di un manichino, vengono lasciati cadere da un'altezza di 4,8 metri a una velocità di 9,5 metri al secondo su un supporto appuntito d'acciaio.

Persino i massimi livelli di sicurezza sarebbero del tutto inutili se il casco non fosse comodo da indossare per diverse ore. Il primo problema è la ventilazione. I piloti si trovano talvolta ad affrontare temperature estreme che superano i 40° Celsius e un’umidità dell’80% circa, come in Malesia, ad esempio. Dieci litri di aria fresca al secondo (a 100 Km/h) devono fluire dal casco, dotato di bocchette di uscita dell’aria per offrire una ventilazione ottimale. Il casco è munito di dieci prese d’aria, tra cui due interne sul cinturino sottogola e sulla visiera e sei esterne. L’imbottitura interna è di per sé un capolavoro scientifico: la corretta posizione e la misura assicurano il comfort alla testa del pilota, tanto quanto un paio di comode pantofole da casa. Al tempo stesso, gli inserti imbottiti devono poter neutralizzare qualsiasi impatto. Un’altra sfida è quella di garantire al pilota una visione nitida costante. Per questo la visiera è dotata di alcuni strati di pellicola. Il pilota può staccarli immediatamente se si sporcano con acqua o fango, pur avendo una visibilità ridottissima a una velocità di 300 km/h.

“La FORMULA 1 è il nostro fiore all’occhiello”, spiega Marcel Lejeune. “Tutto ciò che abbiamo imparato sui caschi protettivi è frutto di anni di lavoro in settori diversi come quello minerario e antincendio, o come quello della polizia e delle forze armate.” Fondata nel 1922, la Schuberth ha avviato la propria attività come filiale di un’azienda produttrice e realizzatrice di casse di birra a Brunswick. Il suo ramo di attività venne ampliato poco tempo dopo con la realizzazione di custodie per fotocamere Leica e Rollei. L’abilità dell’azienda nel lavorare la pelle portò successivamente alla produzione di rivestimenti per caschi.

PER I PILOTI, È UNA QUESTIONE DI FIDUCIA

—Sven Krieter, ingegnere tecnico esperto in caschi da competizione

Oggi, la Schuberth è l’azienda leader sul mercato di tutti i settori in cui è richiesto l’utilizzo di caschi protettivi. Piccola curiosità: i pompieri svizzeri e le forze di polizia di Zurigo indossano i caschi dell’azienda di Magdeburgo quando sono in servizio. Anche le forze armate svizzere prestano giuramento indossando i caschi Schuberth. Con 370 dipendenti e stabilimenti produttivi all’avanguardia, l’azienda produce fino a 2.000 caschi al giorno.

Tuttavia, il vero orgoglio e la gioia del personale sono i ventiquattro caschi realizzati per la FORMULA 1, unici e irripetibili. I caschi sono anche gli strumenti più personali di un pilota, una sorta di biglietto da visita. Oltre ai loghi degli sponsor, i caschi Schuberth presentano alcune decorazioni personalizzate: Jens Munser, designer e artista nella decorazione di caschi con l’aerografo, è molto contento di poterle realizzare.

Michael Schumacher, perfezionista e attentissimo al peso della sua strumentazione, è rimasto soddisfatto soltanto quando i tecnici sono riusciti a ridurre il peso della verniciatura a 34 grammi. Ma questa è la FORMULA 1: uno sport estremo.

Scopri altri articoli
BRUNELLO CUCINELLI

Brunello Cucinelli arrivò per la prima volta a Solomeo, non lontano da Perugia, nel 1985

Experience - Santoni - Promo Full
Santoni

Nella loro manifattura italiana, i Santoni – padre e figlio – producono eleganti calzature di altissima qualità, con cuciture a mano e strati di tintura sovrapposti

Experience - 98295 Calibre - Article Hero
Calibro 98295

Il Volvo Ocean Race Game

Preparati a issare le vele, scegliere la rotta e vincere la competizione del Volvo Ocean Race Game 2011/2012!

Lo scozzese

Un brillante ricercatore dedito alla scoperta di nuove cure per molteplici malattie. Un appassionato giocatore di calcio che ha allenato per diversi anni la squadra dell'azienda per cui lavora, la Roche. Un appassionato di orologi attratto dalla bellezza ingegneristica e dalla precisione dei movimenti meccanici. Andrew Thomas: un uomo dalle mille passioni.

La «prima donna» della collezione Portoghese

Il Portoghese Tourbillon Mystère si trasforma in Portoghese Tourbillon Mystère Rétrograde e dispone di un datario che, alla fine del mese, torna nella sua posizione iniziale

GUIDA ALL’ALTA OROLOGERIA

A Schaffhausen l’ideazione e il continuo perfezionamento di movimenti, quadranti e casse fanno parte della filosofia aziendale sin dal 1868. Complicazioni come il calendario perpetuo, il tourbillon a forza costante e la ripetizione minuti non sono quindi solo delle storiche conquiste di arte orologiera, ma anche frutto di un assiduo lavoro di sviluppo e costruzione. I 7 episodi della serie “Guida all’Alta Orologeria” di IWC, dedicati alle complicazioni più iconiche del marchio, offrono una prospettiva interna al mondo dell’Alta Orologeria made in Schaffhausen.

Di generazione
in generazione

Padre e figlio sono seduti a un tavolo sotto una parete affrescata. Per parlare di affari, si incontrano nella sede aziendale, una villa barocca vicino a Treviso.