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Esperienze

Da Vinci Chronograph Ceramica

Tecnologie di punta e raffinata eleganza

Testo — Boris Schneider Foto — Felix Streuli and Hans-Ruedi Rohrer Data — 01 luglio 2010

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—L'affascinante Da Vinci Chronograph Ceramica (referenza 3766) si distingue per l'esclusivo abbinamento della ceramica al titanio lucido

È sufficiente pronunciare il termine «ceramica» affinché la maggior parte delle persone rievochi piastrelle o vasellame. Negli ultimi anni, tuttavia, i materiali ceramici sono diventati di uso comune in moltissimi altri ambiti. La ragione è da ricercare nelle straordinarie proprietà di questi materiali sinterizzati inorganici. Incredibilmente robusti, resistono al calore e alla corrosione. Non sono conduttori di elettricità, assicurano un isolamento perfetto e nonostante la scarsa densità, mantengono inalterata la loro forma anche nelle condizioni più estreme. Gli shuttle, ad esempio, possono rientrare nell’atmosfera terrestre senza incendiarsi proprio grazie al rivestimento in ceramica, mentre l’elevata compatibilità di questi materiali con i tessuti umani ne consente l’impiego per protesi mediche.

Da alcuni anni, la ceramica è ampiamente utilizzata anche nel settore dei beni di lusso. L’estrema resistenza ai graffi, la straordinaria leggerezza in confronto all’acciaio e l’inconfondibile setosità al tatto, infatti, la rendono appetibile sia per i maestri orologiai sia per i gioiellieri. I materiali ceramici possiedono un ulteriore vantaggio. A differenza dei metalli, non sono freddi al tatto durante la stagione invernale e creano un effetto piacevole a contatto con la pelle. Nel 1986, in seguito al lancio del modello Da Vinci con anello del movimento in ossido di zirconio, la manifattura IWC è diventata una delle prime case orologiere a utilizzare questo materiale nelle sue creazioni. «Il nuovo Da Vinci Chronograph Ceramica, dotato di un anello del movimento dal design esclusivo con componenti in titanio, è un’ulteriore dimostrazione della nostra passione per l’innovazione» afferma con una punta di orgoglio Jannis Faupel, direttore della produzione per IWC.

Il termine «ceramica» deriva dall’antica parola greca «keramos», utilizzata in riferimento ai minerali argillosi e ai numerosi prodotti perfettamente stabili che possono essere realizzati utilizzando e cuocendo in forno questi materiali. La produzione di oggetti in argilla cotta si basa su una tecnica nota da ormai diversi millenni. I primi recipienti di questo tipo sono legati al Giappone e alla cultura Jōmon e risalgono al 13.000 AC. Originaria dell’Asia, questa tecnica si è poi lentamente diffusa in tutto il mondo.

Le moderne ceramiche industriali hanno poco in comune con gli oggetti creati dagli antichi vasai. Le loro proprietà, infatti, sono state ottimizzate sulla base dei loro impieghi specifici. Al contrario degli oggetti in porcellana, inoltre, presentano una maggiore purezza e i grani del materiale originale sono tutti delle stesse dimensioni. Anche il processo di cottura segue un iter particolarmente rigoroso. Gli oggetti sono realizzati lavorando il materiale ottenuto mescolando la polvere, il legante e il liquido e sinterizzandolo a più di 1.000° Celsius. È proprio grazie al processo di sinterizzazione che il materiale sviluppa le sue particolari proprietà.

Durante la cottura le dimensioni degli oggetti in ceramica si riducono di circa un terzo. Ed è proprio questo l’elemento che meglio differenzia la ceramica dai metalli. Al termine del processo di estrazione dei metalli dalla massa minerale, essi possiedono già tutte le proprietà che li contraddistinguono, mentre il comportamento, la forma e le dimensioni degli oggetti in ceramica sono strettamente collegati alle singole fasi del processo di fabbricazione. L’aspetto ingegneristico entra in gioco influenzando in modo selettivo la struttura del materiale durante il processo di cottura. La riduzione delle dimensioni deve essere presa in considerazione fin dall’inizio.

Negli ultimi anni, sono stati compiuti grandi progressi nel settore dello stampaggio a iniezione della ceramica. Questo processo è di gran lunga più industrializzato e offre numerosi vantaggi rispetto alla tecnica tradizionale. Come per lo stampaggio a iniezione della plastica, inoltre, offre la possibilità di spaziare tra innumerevoli forme. Senza questa tecnica, la produzione in serie di raffinate strutture in ceramica e la realizzazione di geometrie complesse sarebbe impossibile. Poche persone al mondo sono oggi in grado di utilizzare con maestria questa tecnica straordinaria.

Le tolleranze ammesse sono molto limitate, poiché il movimento poggia direttamente sulla cassa in ceramica

Il movimento è mantenuto saldamente in posizione dall’anello in ceramica, senza nessun altro anello di metallo. Per questa ragione, occorre che le tolleranze siano minime e che tutte le superfici funzionali interagiscano alla perfezione. Questa precisione è importante anche per l’impermeabilità del segnatempo. La cassa, inoltre, custodisce numerosi elementi funzionali perfettamente incastrati. Tra questi, occorre ricordare le due bascule, i cui movimenti sono trasmessi al movimento mediante pulsanti antiusura in ceramica. «La principale difficoltà risiede nel definire con esattezza quali posizioni occorre creare nel prodotto finito al termine della sinterizzazione e quali altre lavorazioni saranno necessarie» spiega Thomas Indlekofer, direttore del reparto progettazione casse di IWC. In effetti, occorre sempre ricordare che durante il processo di cottura, le dimensioni della cassa diminuiscono. Prima di riuscire ad assicurare il perfetto funzionamento del processo e di ottenere i risultati desiderati, i designer e gli ingegneri di IWC hanno dovuto analizzare a lungo il problema con i ceramisti più esperti per riuscire a trovare una soluzione adeguata.

Il processo di produzione è molto complesso e impegnativo. I materiali sintetici, infatti, diventano liquidi nel momento stesso in cui sono riscaldati. Nel caso delle ceramiche, invece, il materiale originale è in polvere e deve prima essere trasformato in una massa omogenea. A tal fine, occorre mescolare un legante termoplastico all’ossido di zirconio. In questo modo, il granulato può essere iniettato nello stampo a una temperatura di 170° Celsius. Siccome alcune parti dell’anello del movimento sono particolarmente spesse, potrebbero contenere dell’aria e verificare lo stampo è una vera sfida. Il processo di stampaggio consente di ottenere un unico pezzo di colore verde. La struttura superficiale di ogni pezzo viene esaminata rapidamente, prima di essere sottoposta alla successiva fase di foratura.

Al termine del processo di lavorazione iniziale, il legante viene rimosso utilizzando l’acido solforico. Il pezzo bianco che ne risulta viene poi cotto a una temperatura di 1.500° Celsius per circa due giorni. Durante il processo di sinterizzazione, il materiale assume le dimensioni finali, sviluppa le proprietà che lo contraddistinguono e acquista un affascinante colore nero. La successiva sabbiatura dona al tutto un esclusivo effetto opaco. La lavorazione a macchina consente di realizzare i fori necessari e definire le caratteristiche geometriche, rispettando le tolleranze precedentemente definite.

La lunetta, il fondello, la corona e i pulsanti della cassa sono realizzati in lega di titanio grado 5. In questo modo, i designer possono gestire le superfici con la massima libertà. Non potendo punzonare il materiale, le varie parti devono essere ricavate ricorrendo alla tecnologia del taglio a getto d’acqua e fresate mediante un processo lungo e complesso per ottenere le forme volute. Tutte le superfici sono rifinite a mano. Completata la cassa, lo splendido contrasto tra il titanio lucido e satinato, mentre la ceramica nera opaca cattura immediatamente lo sguardo. La rifinitura e l’assemblaggio dei vari componenti richiedono numerose settimane, ma la sensazione unica e lo straordinario design del Da Vinci Chronograph Ceramica sono destinati a conquistare e accompagnare il nuovo proprietario per sempre.

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