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L'universo si muove grazie al tempo. Il Portoghese Grande Complication di IWC è uno strumento perfettamente e discretamente concepito per descrivere brevemente il tempo come il motore di tutti i cambiamenti: una macchina del tempo che mostra il globo terrestre inclinato sul quadrante.

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L'ETERNITÀ IN CIFRE

Introdotto nel 2009, il calibro di manifattura 89800 di IWC ha ridefinito i canoni dell'indicazione digitale della data.

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In un piccolo centro dell'Inghilterra centrale, oltre 500 specialisti si prodigano allo sviluppo e alla costruzione della Silberpfeil per il team di Formula 1™ MERCEDES AMG PETRONAS. Ciascuno dei 3.200 componenti di un'autovettura è personalizzata a mano.

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Sillabato utilizzando l'alfabeto fonetico internazionale, il termine "ceramica" acquista un tocco di enigmatica originalità.

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La domanda crescente di orologi di lusso si è tradotta in un'altrettanto crescente necessità di personale qualificato, in grado di creare esemplari perfetti

Cal. 87

Il Calibro 87 occupa un posto davvero speciale tra i più leggendari movimenti a carica manuale di IWC

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Esperienze

Ingenieur: storia di una leggenda

di Alexander Linz

Testo — Alexander Linz Data — 14 gennaio 2013

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Con l’avvento dell’elettricità, i campi magnetici ebbero ripercussioni sempre maggiori sulla vita delle persone comuni. E fu allora che gli orologiai di IWC iniziarono a pensare a come proteggere i loro orologi dai campi magnetici.

Nel 1888, sotto la direzione di Johannes Vogel Muster, IWC realizzò movimenti antimagnetici di 16 e 19 linee per la Non-Magnetic Watch Company. Il bilanciere, la spirale, la ruota di scappamento e la leva dell’ancora erano realizzati in lega di palladio, la forchetta dell’ancora in bronzo e i bracci in oro. Più tardi, il tema sulla protezione contro i campi magnetici assunse grande importanza per l’areonautica. Il rinnovamento continuo delle cabine di pilotaggio degli aerei portò a un crescente accumulo di campi elettromagnetici senza precedenti. Per questa ragione, a metà degli anni ’40, IWC sviluppò un orologio per i piloti professionisti della British Royal Air Force.

Il movimento calibro 89 di 12½ linee e secondi centrali è racchiuso in una cassa interna in cui il quadrante, l’anello del movimento e il fondo interno erano in ferro dolce. Da allora, la cassa interna in ferro dolce realizzata per racchiudere completamente il movimento del leggendario Mark 11, venne utilizzata in tutti i Pilot’s Watches di IWC. “Allora fu un’idea totalmente innovativa”, assicura David Seyffer, Direttore del museo IWC.

I Pilot’s Watches furono quindi i diretti predecessori dell’Ingenieur, che venne lanciato definitivamente nel 1955. Ancora una volta, l’attenzione fu rivolta alla protezione contro i campi magnetici. Negli anni ’50, i rapidi progressi nelle tecnologie elettriche, nell’ingegneria meccanica, nelle comunicazioni e nei trasporti determinarono un notevole aumento dei campi magnetici. La prima generazione di Ingenieur presentava orologi dalle linee pure e semplici, appannaggio di un pubblico maschile. IWC realizzò la collezione Ingenieur pensando a una clientela specifica: ingegneri, tecnici, chimici, piloti e medici. Considerando la posizione sociale del pubblico a cui era rivolto, l’Ingenieur era un segnatempo dall’eleganza discreta, nonostante le caratteristiche tecniche della cassa presentassero un’ampiezza e uno spessore insoliti per gli standard dell’epoca. Per oltre 12 anni, l’Ingenieur dalla forma praticamente identica al modello originale ottenne un enorme successo in termini di vendite. La pubblicità e la promozione dell’orologio erano rivolte specificatamente alle categorie professionali sopracitate. I temi e i riferimenti legati a tali categorie erano i metodi più diffusi per pubblicizzare l’Ingenieur. Nello stesso periodo IWC realizzò il logo con il fulmine stilizzato, che si affermò come segno distintivo dell’intera famiglia Ingenieur.

Da quel momento in poi, l’Ingenieur di IWC fu dotato solo di movimenti automatici prodotti interamente all’interno della Manifattura. Nel 1944, Albert Pellaton assunse la Direzione Tecnica di IWC. Cercò sin da subito di sviluppare un suo personale movimento automatico per l’orologio da polso IWC. Già nel 1946 brevettò il suo primo progetto in cui il movimento del rotore era però ancora limitato. Per un perfezionista come Pellaton ciò significava mancare l’obiettivo: voleva che il rotore facesse un giro completo. Inoltre, ambiva alla realizzazione di un perfetto dispositivo antiurto integrato. Nel 1950, furono commercializzati i primi calibri 85 con secondi centrali. Semplicemente perfetti, diventarono rapidamente dei best-seller. IWC utilizzò il calibro 85 nei modelli successivi degli orologi Ingenieur. Tra questi, anche il calibro 8521 con sistema di ricarica automatica Pellaton, una spirale Breguet auto-compensatrice, una racchetta di regolazione fine e una frequenza aumentata di 19.800 alternanze all’ora. Il movimento venne prodotto fino al 1958. Solamente alla fine degli anni ’70, IWC dotò numerosi Ingenieur SL di movimenti al quarzo di manifattura Jaeger-LeCoultre. Negli anni ’80, IWC iniziò ad utilizzare i movimenti ETA. E nel 2005, il movimento calibro 80111 prodotto internamente alla Manifattura diede vita alla nuova generazione di Ingenieur Referenza 3227. Nel 2007, il Big Ingenieur Referenza 5005 con calibro 51113 riscosse un notevole successo. Oltre ad aver lanciato nel 2005 l’Ingenieur dal design rinnovato, la Manifattura di Schaffhausen ha presentato i suoi primi cronografi. All’inizio, i cronografi erano azionati dal calibro IWC 79350, dal movimento di base ETA/Valjoux 7750 e in seguito dal calibro IWC 89360.

Le icone della collezione

I padri dell’orologio Ingenieur furono Ernst Grieshaber jun. e Albert Pellaton, rispettivamente Direttore Finanziario e Direttore Tecnico di IWC. È a loro che la Manifattura di Schaffhausen deve la realizzazione e il nome dei segnatempo emblematici che vedremo uno ad uno. La prima generazione è costituita dagli Ingenieur Referenza 666. Questi modelli erano come si diceva forse al tempo, orologi dalla qualità “diabolica”, e non solo perché il numero “666” della referenza è comunemente associato a Satana. L’Ingenieur originale ha mantenuto una forma pressoché invariata per oltre 12 anni. Il modello con Referenza 666, era azionato da un movimento automatico calibro 8521, nella sua seconda versione enormemente migliorata. A seconda del movimento, l’Ingenieur era disponibile senza la finestrella della data come nella Referenza 666 A (calibro 852) o con il datario come nella Referenza 666 AD (calibro 8521). La cassa era di qualità superiore ed era costituita da tre parti distinte. I clienti potevano scegliere il modello con Referenza 766 tra le versioni in acciaio inossidabile, in oro 18 carati o in oro 14 carati con il fondello in acciaio. Tutti i modelli erano impermeabili fino a 100 metri e costituiti da una cassa interna in ferro dolce che li proteggeva dai campi elettromagnetici fino a 80.000 A/m. Nel 1967, la Referenza 666 venne sostituita dalla nuova 866. Nacque allora la seconda generazione di Ingenieur della Manifattura di Schaffhausen. Nonostante fosse un “nuovo” Ingenieur, conservò l’idea originaria di un orologio con cassa rotonda robusto, impermeabile e assolutamente antimagnetico, ma con un design più sportivo, contemporaneo e accattivante. Dal 1975 in poi, le nuove versioni di Ingenieur sparirono dai cataloghi.

Nel 1976, il suo design cambiò notevolmente. Il designer Gérald Genta diede all’Ingenieur SL Referenza 1832 un aspetto completamente nuovo, dotandolo di una cassa in acciaio sportiva ed elegante. Ad oggi, questa seconda importante icona della collezione Ingenieur rimane uno dei modelli migliori ed innovativi prodotti da IWC. La cassa degli Ingegneur con Referenza 1832, misurava 40 × 38 millimetri ed era pensata sia per gli intenditori che per i collezionisti di orologi, consapevoli del proprio stile e che avevano richieste precise sulla tecnologia. Per esempio, nel calibro ES 8541 realizzato da IWC, la leva, la ruota di scappamento e l’ancora erano realizzati ugualmente con materiali antimagnetici e la cassa interna in ferro dolce, scrupolosamente montata su cuscinetti di plastica, proteggeva dai campi magnetici fino a 80,000 A/m e da ogni tipo di urto o impatto. In sé, l’orologio era ingegnoso e perfettamente in linea con l’immagine di IWC ma il periodo non era quello giusto. L’azienda ha registrato una vendita irrisoria di 550 modelli in acciaio. Ma ormai questa è acqua passata per IWC e fa parte della sua storia. Oggi, il fatto che l’Ingenieur SL Referenza 1832 sia stato realizzato in pochi esemplari, lo ha reso un oggetto molto richiesto tra i collezionisti. E chiunque possegga un 1832 può ritenersi estremamente fortunato.

L’Ingegneur SL successivo con Referenza 3505 venne dotato del calibro 375 e fu lanciato nel 1983. Il modello successivo fu il 3506, che combaciava con il calibro 3753 e venne prodotto dal 1985 al 1989. Questi nuovi modelli d’Ingenieur erano più sottili, più eleganti ed i primi a mostrare il motivo di riconoscimento “carta quadrettata” sul quadrante. Sin dalla sua realizzazione, avvenuta 25 anni fa, l’Ingenieur è stato un orologio esclusivamente appannaggio di un pubblico maschile. Negli anni ’80 si invertì tendenza per un breve periodo, quando la Direzione di IWC decise di perfezionare e ingrandire la collezione SL, lanciando progressivamente sul mercato modelli di Ingenieur da donna. Tuttavia, il loro successo durò ben poco. Nella prima metà degli anni ’80, questi modelli vennero gradualmente ritirati dalla collezione. Dopo tutto IWC, ha sempre realizzato e realizzerà sempre orologi per un pubblico maschile.

Prima di concludere, un orologio in particolare merita la nostra attenzione: l’Ingenieur 500.000 A/m. Questo modello fu progettato per neutralizzare l’azione del campo magnetico, più o meno intenso. A metà degli anni ’80, lavorando fianco a fianco con esperti in metallurgia svizzeri come il Prof. Steinemann e il Dott. Straumann (dello Straumann Institute), IWC partecipò ad ambiziosi progetti volti a realizzare un orologio da polso completamente antimagnetico. Uno dei segreti del successo dell’Ingenieur, è stata la lega di niobio e zirconio, materiali estremamente difficili da lavorare ma che sono stati scelti per la spirale. La cassa in ferro dolce che era stata utilizzata per proteggere il movimento divenne immediatamente superflua. Questo Ingenieur altamente tecnologico, testato con scanner a risonanza magnetica, è in grado di sopportare incredibilmente un campo magnetico fino a 3.7 milioni A/m. Nonostante questo particolare modello abbia dato grandi risultati, è necessario ricordare che al tempo non esisteva la tecnologia per misurare il campo magnetico. Modesta come sempre, IWC ha deciso di chiamare questo speciale traguardo semplicemente Ingenieur 500.000 A/m. Allora, l’orologio ottenne un nuovo record mondiale per gli orologi antimagnetici. Inutile dire che l’Ingenieur 500.000 A/m è l’orologio più ambito dai collezionisti. Tuttavia, occorre tener conto che vennero realizzati circa 2700 esemplari . Se siamo riusciti a suscitare la vostra attenzione con l’Ingenieur 500.000 A/m, vi sfidiamo a trovarne uno in circolazione.

La pista è la sua seconda casa

Per saperne di più

Il successo dell’Ingenieur Referenza 3227, lanciato nel 2005, ha riportato in vita la leggenda della famiglia Ingenieur. Da allora, IWC ha lanciato molti altri modelli, tra cui, come già detto, numerosi cronografi. Nel 2013, in base a un piano di rilancio, sarà prevista la realizzazione dell’Ingenieur con materiali nuovi e sempre più leggeri. Georges Kern, CEO di IWC Schaffhausen, scommette su questo modello e dichiara: “La nuova collezione Ingenieur si contraddingue per tre eccezionali caratteristiche: movimenti IWC di elevata qualità, funzioni sofisticate e materiali innovativi”. Il tutto ciò è in linea con lo spirito creativo che caratterizza la manifattura orologeria svizzera.

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