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L'ORA DELL'ACQUA - Il nuovo video Aquatimer

Gli orologi subacquei di IWC fanno un altro passo avanti nella loro evoluzione.

Una nuova generazione di ingegneri IWC

Gli atelier IWC assicurano la formazione degli orologiai da oltre 60 anni. I candidati devono avere una manualità eccellente e una particolare predisposizione per la tecnologia. Terminati i corsi, molti di loro rimangono fedeli all'azienda nel nord-est della Svizzera per molti anni.

Swiss National Day
Festa nazionale svizzera

Scopri il talento nascosto degli orologiai di IWC.

Ingenieur Automatic
Lo scultore-designer

Lo scultore-designer è un fenomeno. Anche se non siete esperti di design, lo riconoscerete dalla sua fama. Il suo nome è diventato sinonimo di rigidità.

L'arte di essere ingegnere

Il motore vacillò e si spense. Chinato sulla sua creatura in metallo, Benz si asciugò il sudore dalla fronte con il dorso della mano.

INGENIEUR - IN POLE POSITION

Siamo lieti di invitarti alla sessione di qualificazione IWC. Guarda il video e unisciti a noi! La gara sta per iniziare!

Lo scozzese

Un brillante ricercatore dedito alla scoperta di nuove cure per molteplici malattie. Un appassionato giocatore di calcio che ha allenato per diversi anni la squadra dell'azienda per cui lavora, la Roche. Un appassionato di orologi attratto dalla bellezza ingegneristica e dalla precisione dei movimenti meccanici. Andrew Thomas: un uomo dalle mille passioni.

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Squali

Michael Muller ha fotografato tutti: personaggi interessanti, VIP, personalità di talento e celebrità che appartengono alla fabbrica dei sogni americana, Hollywood.

Esperienze

IWC SCHAFFHAUSEN RENDE OMAGGIO ALL'ULTIMO VOLO DI SAINT-EXUPÉRY

Testo — IWC / Bernard Chabbert Data — 11 agosto 2014

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Pilot’s Watch Chronograph Edition «The Last Flight»

IW388005 / IW388006 / IW388004

CARATTERISTICHE

  • Movimento cronografico meccanico
  • Carica automatica
  • Datario
  • Funzione cronografica per ore, minuti e secondi
  • Lancette delle ore cronografiche e dei minuti cronografici integrate in un contatore a ore 12
  • Funzione flyback
  • Piccoli secondi con dispositivo di arresto
  • Corona a vite
  • Incisione speciale sul fondello in memoria dell’ultimo volo di Antoine de Saint-Exupéry


MOVIMENTO

  • Calibro di manifattura: 89361
  • Frequenza: 28.800 A/h / 4 Hz
  • Rubini: 38
  • Autonomia di marcia: 68 ore
  • Carica: automatica

OROLOGIO

  • Materiali: cassa in nitruro di silicio marrone, quadrante marrone, cinturino in pelle di vitello marrone con impunture, fibbia ad ardiglione
    • Ref. IW388005: contatori rodiati, pulsanti, corona e fondello in platino, lancette rodiate e indici applicati con trattamento Super-LumiNova®*, edizione limitata di 17 esemplari
    • Ref. IW388006: contatori in oro rosso, pulsanti, corona e fondello in oro rosso 18 carati, lancette rodiate e indici applicati con trattamento Super-LumiNova®*, edizione limitata di 170 esemplari
    • Ref. IW388004: contatori neri, pulsanti, corona e fondello in titanio, lancette rodiate e indici applicati con trattamento Super-LumiNova®*, edizione limitata di 1.700 esemplari
  • Vetro: zaffiro bombato, antiriflesso su entrambi i lati, antidecompressione
  • Impermeabile: 6 bar
  • Diametro: 46mm
  • Spessore cassa: 16,5 mm

*IWC Schaffhausen non è proprietaria del marchio Super-LumiNova®.

Un principe nella sua cittadella

È davvero una storia molto strana…

È la storia di un uomo che è rimasto fedele ai suoi principi, che ha voltato le spalle a una vita costellata di successi, fama, fortuna e rispetto da parte dei suoi contemporanei per aver deciso di andare in guerra, dove poi morì in veste di soldato.

Nato nel 1900, Antoine de Saint-Exupéry si oppose al sistema nel 1939 per ottenere il brevetto di volo in missioni di combattimento come pilota di ricognizione con il gruppo II/33 dell’aeronautica militare francese durante il primo anno della seconda guerra mondiale. All’età di 40 anni circa, era già evidentemente troppo vecchio per il servizio militare attivo, e fisicamente inadatto ad affrontare le ardue traversate aeree durante la guerra. Ma nonostante ciò, il suo senso dell’onore gli impedì di accettare di essere lasciato a terra e trattato da marionetta di propaganda come voleva l’alto comando militare francese, che aveva intenzione di sfruttare la sua fama di venerabile scrittore. L’ultimo premio ricevuto fu il prestigioso Grand Prix du Roman de l’Académie Française per «Terre des Hommes» (Terra degli uomini), tradotto in inglese dal suo editore americano con il titolo di «Wind, Sand and Stars».

Fu quindi, autorizzato a pilotare l’imponente e straordinario aereo da ricognizione bimotore Bloch 174 in missioni mozzafiato per controllare l’avanzamento delle truppe tedesche.

Dopo la disfatta francese nel giugno del 1940, Antoine de Saint-Exupéry si ritirò nella sua casa familiare sulle rive del Mediterraneo. Dopo aver meditato per alcuni mesi, decise di partire per l’America dove «Terra degli uomini» era stato proclamato «Libro dell’anno» nel 1939. Pensò che contribuire a convincere gli Stati Uniti ad entrare in guerra fosse l’unico modo per partecipare alla disfatta della Germania nazista. Alla fine del dicembre 1940 attraversò l’Atlantico a bordo di un transatlantico partito da Lisbona, condividendo la cabina con il suo amico e regista Jean Renoir.

A New York scoprì che era diventato un personaggio celebre nel panorama letterario, dopo che il suo romanzo aveva ottenuto il premio come «Libro dell’anno». Nel 1943, raggiunse il culmine della sua fama con la pubblicazione di «Pilota di guerra», che divenne il romanzo più venduto durante la guerra, e di «Il Piccolo Principe», che sarebbe diventato uno dei libri più venduti di sempre. Il successo arrivò mentre scriveva articoli e rilasciava dichiarazioni, rivolgendosi agli alti funzionari statunitensi per far capire meglio all’America la necessità di combattere contro la Germania di Hitler.

A seguito dell’Operazione Torch, l’invasione degli Alleati anglo-americani nel Nord Africa, il grande scrittore decise di sfruttare la sua fama per infrangere nuovamente le regole ed appagare il suo desiderio di combattere.

La sua giustificazione fu che una persona ha il diritto di dire agli altri cosa è giusto e cosa è sbagliato solo se dà l’esempio con il comportamento, e non con le parole. Fece così ritorno nel suo reparto, il gruppo II/33, che allora era sotto il comando statunitense, pilotando l’aereo più temuto del tempo, il Lockheed P-38 Lightning.

Il «diavolo dalla coda biforcuta» dell’aviazione militare tedesca: uno splendido bimotore monoposto a doppia trave in grado di volare fino a circa 4.000 metri dal suolo e raggiungere velocità simili a quelle dei moderni aerei di linea, ma con una cabina di pilotaggio non pressurizzata e comandi completamente manuali. Stare seduti in un Lightning era come stare seduti in una vasca da bagno in alluminio incastonata tra due imponenti motori Allison accesi. Isolati dalla stratosfera solamente grazie a un sottile involucro di metallo e plexiglass, i piloti riuscivano a sopravvivere grazie all’ossigeno in bottiglia e a una tuta di volo riscaldata elettricamente. Il rumore all’interno del velivolo era assordante e le vibrazioni martellanti. Il Lightning era davvero un complicatissimo velivolo riservato ad aviatori giovani, prestanti, competenti e ben addestrati, della stessa stoffa di quelli che poi sarebbero diventati i primi astronauti.

Il vecchio Saint-Ex, come veniva soprannominato dagli amici, fece il possibile per poter pilotare un Lightning e, all’età di 43 anni, divenne il più anziano pilota di guerra del Mediterraneo a solcare i cieli delle aride terre corse e nordafricane.

Sarebbe potuto rimanere a New York, dove era destinato a diventare un venerabile scrittore per le sue profonde intuizioni filosofiche. Avrebbe dovuto vincere un meritato premio Nobel per la letteratura con «Il Piccolo Principe», uno dei libri più amati al mondo con oltre 100 milioni di copie vendute. Il suo posto non era tra i giovani aviatori, ma tra i commilitoni del suo gruppo a bordo di un Lightning, dove si sentiva davvero felice. Con all’attivo oltre 100 ore di volo per missioni di combattimento, si salvò diverse volte per miracolo da danni al motore, mancanza di ossigeno e da un guasto aereo avvenuto una volta dopo un brutto atterraggio. A seguito dell’incidente gli fu proibito di volare, ma si servì nuovamente delle sue conoscenze per aggirare un’altra volta l’ostacolo.

I suoi commilitoni e i suoi ufficiali furono combattuti tra il desiderio di proteggerlo da sé stesso e di lasciargli fare ciò che più amava, ovvero volare, come fosse un antidoto contro la vecchiaia. Alla fine riuscirono nell’intento: era stato deciso di invadere la costa meridionale della Francia e l’attacco era stato programmato nei minimi dettagli. Ai piloti che furono informati delle imminenti operazioni fu proibito di volare sopra il territorio nemico. Se il vecchio Saint-Ex fosse stato informato dell’invasione sarebbe rimasto a terra e non avrebbe rischiato di mettere a repentaglio la propria vita. Decisero quindi di metterlo a conoscenza dell’invasione dopo un’ultima missione di ricognizione programmata per il 31 luglio 1944.

Appena dopo il tramonto, dalla pista vicino a Bastia, in Corsica, il pilota pronunciò alla radio la parola «Colgate» e decollò verso nord.

Da quel volo, però, non fece mai più ritorno.

La notte prima aveva scritto due lettere.

Una delle due terminava con la frase:
«Il termitaio del futuro mi spaventa a morte e odio la capacità delle termiti di comportarsi come automi. Io sono nato per essere giardiniere».

«Il termitaio del futuro mi spaventa a morte e odio la capacità delle termiti di comportarsi come automi. Io sono nato per essere giardiniere».

—Antoine de Saint-Exupéry

«IL PICCOLO PRINCIPE»

«IL PICCOLO PRINCIPE» UN LIBRO CHE HA CONQUISTATO I LETTORI DEL MONDO INTERO

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Settant’anni fa, il 6 aprile 1943, fu pubblicato a New York «Il Piccolo Principe» di Antoine de Saint-Exupéry. Esistono varie leggende su come sia nata l’opera, le cui illustrazioni ad acquerello sono state realizzate dallo stesso De Saint-Exupéry. Una di queste racconta che de Saint-Exupéry, a pranzo con il suo editore, abbia iniziato a scarabocchiare sul suo tovagliolo. Affascinato dall’immagine del fanciullo che prendeva vita schizzo dopo schizzo, sembra che l’editore abbia suggerito all’autore di scrivere un racconto sul soggetto.

È IL TEMPO CHE TU HAI PERDUTO PER LA TUA ROSA CHE HA RESO LA TUA ROSA COSÌ IMPORTANTE.

—Da «Il Piccolo Principe», Antoine de Saint-Exupéry

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—l fascino dell'opera «Il Piccolo Principe» risiede in parte nelle originali illustrazioni ad acquerello realizzate da Antoine de Saint-Exupéry. Lo scrittore ha sempre avuto la passione per le illustrazioni, anche se le sue erano solo piccoli scarabocchi all'angolo della pagina.

«Il Piccolo Principe», parabola filosofica di de Saint-Exupéry, narra la storia di un fanciullo dai riccioli d’oro che viene provocato da un fiore e che lascia il suo piccolo pianeta per scoprire il mondo. Considerato uno dei libri del secolo, fino ad oggi ha venduto oltre 150 milioni di copie ed è stato tradotto in 270 lingue. Nel 1943, l’opera non riscosse molto successo e le vendite andavano a rilento. I critici non colsero il senso della favola che, a detta loro, era troppo infantile per gli adulti e troppo adulta per i bambini. Antoine de Saint-Exupéry non visse abbastanza per vedere il suo «Piccolo Principe» parlare a milioni di persone, poiché il vero successo dell’opera arrivò un anno dopo la tragica e prematura scomparsa dello scrittore, all’età di 44 anni. Fu allora che, all’improvviso, «Il Piccolo Principe» assunse grande importanza sia per essere l’ultima opera completa che il lascito dello scrittore.

Da allora, questa favola moderna che affronta temi come l’amicizia e l’altruismo affascina generazioni di lettori, giovani e adulti, di tutto il mondo e delle più diverse culture e religioni.

Antoine de Saint-Exupéry

UNA VITA ALL’INSEGNA DELL’AVVENTURA

—Migliori amici: il pilota di posta aerea Antoine de Saint-Exupéry (sinistra) e Henri Guillaumet (destra) ritratti in Argentina nel 1930 di fronte al Latécoère 28. De Saint-Exupéry ha commemorato il pioniere dell'aviazione nel suo romanzo «Terra degli uomini».

Nel periodo in cui era militare, pilota di posta aerea e uomo in cerca di nuovi record di volo, visse avventure degne di un film trasformando la sua passione in materiale letterario. Lo scrittore francese più letto del XX° secolo nacque a Lione il 29 giugno 1900 con il nome di Antoine Jean-Baptiste Marie Roger Graf von Saint-Exupéry. Dopo essere stato accettato all’università ed aver iniziato un corso di laurea in architettura, si arruolò nell’aeronautica militare francese diventando pilota nel 1923. Ottenuto in seguito il brevetto di volo civile, si guadagnò da vivere come pilota di posta aerea sulla rotta Tolosa – Casablanca – Dakar. Con la sua tuta foderata di pelliccia, solcò i cieli a bordo del cockpit di un biplano fino a raggiungere la punta occidentale dell’Africa. Lo stesso anno, il suo breve racconto «L’aviatore» fu pubblicato dalla rivista letteraria francese «Le Navire d’argent» (La nave d’argento).

LO SCRITTORE FRANCESE PIÙ LETTO DEL XX° SECOLO

Da quel momento in poi, la scrittura sarebbe stata al centro della sua vita. Nel 1929, quando de Saint-Exupéry fu nominato direttore della compagnia di posta aerea Aeroposta Argentina a Buenos Aires, istituì la prima rete funzionale di posta aerea nel mondo e pubblicò il suo romanzo «Corriere del Sud». Nella sua continua lotta contro il tempo, la compagnia si servì di voli notturni di posta aerea per assicurare una maggiore competitività nel settore rispetto a quello navale e ferroviario. Fu proprio allora che de Saint-Exupéry scrisse «Volo di notte», storia della tragedia annunciata di un aereo di posta in preda ad un uragano durante un volo notturno per mancanza di carburante. Nel periodo in cui visse in Sud America, lo scrittore conobbe Consuelo Suncín Sandoval de Gómez e le chiese di sposarlo durante un volo estremamente temerario.

Antoine de Saint-Exupéry ha rischiato di morire in diverse occasioni. Una volta, mentre stava lavorando come pilota collaudatore di acquaplani, ebbe un incidente che gli costò quasi la vita. Nel 1935, nel tentativo di battere il record di velocità sulla Parigi–Saigon, nonostante la sua esperienza, fu costretto ad un atterraggio di emergenza: un beduino salvò, in extremis, de Saint-Exupéry e il suo meccanico da una morte per disidratazione nel deserto egiziano. Un’altra volta, durante un volo a lungo raggio da New York alla Patagonia, ebbe un incidente in cui rimase gravemente ferito. Dalla sua ultima missione, il 31 luglio del 1944, un volo di ricognizione in partenza dalla Corsica a bordo di un Lightning P­-38, non fece più ritorno. Il 7 aprile del 2004 il Dipartimento Francese delle Ricerche Archeologiche Subacquee e Sottomarine (DRASSM) ha dichiarato che alcuni rottami sono stati identificati come appartenenti all’aereo di de Saint-Exupéry. I resti dell’aereo sono conservati al Musée de l’Air et de l’Espace di Le Bourget vicino a Parigi.

—Antoine de Saint-Exupéry ha consacrato quasi tutta la sua vita al volo, ma si è assicurato per sempre un posto nel cuore dei lettori di tutto il mondo come autore di «Il Piccolo Principe», «Corriere del Sud» e «Volo di notte».

IWC e la Fondation Antoine de Saint-Exupéry pour la Jeunesse

UN IMPEGNO ATTIVO PER IL FUTUROIWC e la Fondation Antoine de Saint-Exupéry pour la Jeunesse

La Fondation Antoine de Saint-Exupéry pour la Jeunesse è stata creata, con il patrocinio della Fondation de France, dagli eredi dello scrittore e dai suoi ammiratori appassionati di aeronautica e letteratura. La sua attività si basa essenzialmente su partnership con gruppi e aziende che ne condividono i valori. IWC Schaffhausen ha scelto di diventare partner della fondazione, perché troppi giovani nel mondo crescono in condizioni difficili, spesso in ambienti ostili, dove ogni giorno sono costretti a confrontarsi con guerre che li seguiranno fino all’età adulta. Insieme, vogliamo aiutarli concretamente a costruire il loro futuro e incoraggiarli a svolgere un ruolo attivo nella società. L’opera della fondazione, ispirata saldamente ai valori umanistici di Antoine de Saint-Exupéry, poggia su una vasta rete internazionale di enti benefici, promotori di numerosi progetti a livello locale. Ad esempio, la fondazione collabora strettamente con l’organizzazione non governativa Sipar che in Cambogia allestisce biblioteche scolastiche e bibliobus itineranti per «rifornire» di libri anche le zone più remote. Grazie a questa cooperazione e al sostegno di IWC Schaffhausen, il villaggio di Roluos, nella provincia di Siem Reap, avrà presto una nuova scuola. Inoltre, parte dei proventi della vendita delle edizioni speciali Big Pilot’s Watch Calendario Perpetuo Edition «Le Petit Prince» e Pilot’s Watch Mark XVII Edition «Le Petit Prince» sarà devoluta direttamente alla fondazione per promuovere i suoi progetti finalizzati a combattere la piaga dell’analfabetismo nel mondo. In sintonia con quanto ha scritto Antoine de Saint-Exupéry: «L’importante non è prevedere il futuro ma renderlo possibile», La leggenda delle Sabbie (1948).

www.fasej.org

STORIA DELLA COLLEZIONE DI OROLOGI DEDICATI AD ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

COLLEZIONE DI OROLOGI IN OMAGGIO AD ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY

Sin dall’inizio della sua collaborazione con gli eredi di Antoine de Saint-Exupéry, IWC rende omaggio a questo straordinario scrittore e pilota con un’edizione speciale dei Pilot’s Watches. Nei primi anni di questa partnership, i Pilot’s Watches lanciati in edizione limitata e con speciali incisioni hanno celebrato le sue opere strettamente legate all’era pionieristica dell’aviazione. Così nel 2006, il Pilot’s Watch Chronograph ha reso omaggio al romanzo «Volo di notte». Nel 2007, il Pilot’s Watch Automatic è stato invece dedicato all’avvincente opera «Corriere del sud», mentre nel 2008 il Pilot’s Watch UTC ha ricordato il poetico romanzo «Terra degli uomini».

SIN DALL’INIZIO DELLA SUA COLLABORAZIONE CON GLI EREDI DI ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, IWC RENDE OMAGGIO A QUESTO STRAORDINARIO SCRITTORE E PILOTA CON UN’EDIZIONE SPECIALE DEI PILOT’S WATCHES.

Nel 2009 e nel 2010, IWC ha lanciato il Big Pilot’s Watch Edition Antoine de Saint Exupéry rendendo omaggio alla produzione letteraria dello scrittore. Per la ricercata edizione speciale del 2011, la manifattura ha presentato il raro e prestigioso Big Pilot’s Watch Calendario Perpetuo, mentre nel 2012, anno dedicato da IWC ai Pilot’s Watches, è stato il Pilot’s Watch Chronograph Edition Antoine de Saint Exupéry a ricordare l’inizio della passione dell’aviatore, poeta e umanista. Nel 2013, IWC concentra la sua attenzione su uno dei più conosciuti e amati personaggi della letteratura per ragazzi: il Piccolo Principe. A settant’anni dalla sua nascita, il fanciullo dalla chioma dorata appassiona grandi e piccini di tutto il mondo coinvolgendoli in un viaggio indimenticabile.

MAGGIORI INFORMAZIONI

IWC Schaffhausen
Uwe Liebminger
Department Manager Public Relations
Mobile +41 (0)79 957 72 52
E-mail uwe.liebminger@iwc.com

Fondation Antoine de Saint-Exupéry pour la Jeunesse
Nicolas Delsalle-Mun
Secretary General
Tel. +33 (0)1 53 90 22 12
E-mail ndelsalle@fasej.org

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