Partner

La formula vincente.

Troppo giovane per saperne abbastanza? Cosa possono insegnarci Kimi Antonelli, Mercedes e IWC sulla sfida alle convenzioni.

Kimi Antonelli di Mercedes-AMG PETRONAS sorride sul podio con un orologio IWC al polso dopo aver vinto un Gran Premio nel 2026.

Quanta esperienza serve per sapere cosa è possibile? E quanto poco basta per credere che tutto sia possibile?

In Formula 1, dove le prestazioni si misurano al millesimo di secondo, le risposte si fondano generalmente su dati, ingegneria e anni di esperienza. Kimi Antonelli offre una prospettiva diversa. A volte, non conoscere i propri limiti è proprio ciò che permette di superarli.

Ritratto di Kimi Antonelli con l’Orologio d’Aviatore Mark XX Mercedes-AMG PETRONAS Formula One™ Team, con cassa in titanio, cinturino in gomma e applique verde PETRONAS

Troppo giovane per saperne abbastanza?

A vent’anni, Kimi è diventato campione del mondo. In uno sport in cui l’esperienza è spesso considerata la risorsa più preziosa, la sua ascesa ci ricorda che esiste più di una strada per arrivare al successo. Quando ha tagliato il traguardo della sua prima vittoria in un Gran Premio, il messaggio via radio ha detto tutto:

«È troppo giovane. Non dovremmo metterlo su una Mercedes. Meglio affidarlo a una squadra più piccola. Ha bisogno di esperienza. Basta guardare gli errori che commette. E invece eccoci qui, Kimi. Vittoria.»

Gli scettici avevano le loro ragioni. La Formula 1 non è certo famosa per la sua pazienza.

Ogni curva richiede capacità di giudizio, ogni decisione ha delle conseguenze e gli errori si pagano a caro prezzo. Eppure, Kimi ha portato in pista qualcosa che nessuna simulazione può riprodurre fino in fondo: l’istinto di agire, la sicurezza necessaria per osare e la capacità di intravedere opportunità dove altri vedono rischi.

La sua filosofia è diretta quanto il suo stile di guida:

«Se sei abbastanza bravo, non sei mai troppo giovane.»

Kimi Antonelli in tuta da gara durante il Gran Premio del Belgio 2026

Anche l’istinto ha bisogno del motore giusto.

Naturalmente, il coraggio da solo non basta per arrivare al vertice. Dietro ogni pilota c’è un piccolo esercito di persone che prendono migliaia di decisioni ben prima che si spengano i semafori. Il Mercedes-AMG PETRONAS Formula One™ Team ha trascorso sedici anni imparando a competere, adattarsi e vincere. Mercedes-Benz progetta e sviluppa automobili da 140 anni. Un vantaggio considerevole quando si tratta di trasformare idee ambiziose in realtà.

Ma forse l’aspetto più interessante non è la differenza tra vent’anni e 140, bensì ciò che accade quando queste due prospettive si incontrano.

Una vasta esperienza può rendere possibile ciò che sembra irrealizzabile. Offre agli ingegneri gli strumenti per risolvere problemi, perfezionare le prestazioni e portare la precisione a livelli sempre più elevati.

Kimi Antonelli alla guida della sua F1 durante il Gran Premio del Giappone 2026

La rapidità di adattamento.

Eppure, uno sguardo nuovo può rivelarsi altrettanto prezioso. Mette in discussione le soluzioni consolidate, sfida il pensiero convenzionale e non considera ogni limite come invalicabile.

Kimi porta questo spirito anticonformista nell’abitacolo. Come raccontano gli addetti ai lavori nel box:

«Con Kimi non conta soltanto la velocità pura, ma anche la rapidità con cui si adatta. I giovani di oggi crescono con la telemetria dei simulatori e un flusso continuo di dati: lui impara e calibra il proprio stile di guida in tempo reale, quasi come un sistema di apprendimento automatico. Semplicemente, non risente dei ritardi tipici delle generazioni precedenti.»

Il team gli mette a disposizione la tecnologia, il know-how e l’esperienza collettiva necessari per competere ai massimi livelli. Lui porta una prospettiva diversa, capace di ridefinire ciò che è possibile.

Nessuno dei due sminuisce il valore dell’altro. È dalla loro combinazione che nasce un vantaggio.

Kimi Antonelli con camice da orologiaio e lente d’ingrandimento, seduto a un banco da orologiaio presso la manifattura IWC Schaffhausen

Fare la storia, non ripeterla.

In IWC Schaffhausen troviamo questa idea altrettanto stimolante. Da 158 anni uniamo competenze ingegneristiche e volontà di spingere l’orologeria sempre oltre. Conosciamo il valore dell’esperienza: il sapere accumulato, la precisione e la maestria artigianale che concorrono alla creazione di un segnatempo d’eccellenza. Ma sappiamo anche che la tradizione esprime il meglio di sé quando lascia spazio a nuove idee.

Gli orologi che realizziamo oggi si fondano su generazioni di esperienza e competenze, ma il progresso nasce dalla capacità di porsi nuove domande. È possibile sfruttare meglio le potenzialità di un materiale? Si può progettare un meccanismo in modo diverso? Un’idea consolidata può essere perfezionata osservandola da un’altra prospettiva?

Non sono domande che rinnegano il passato. Sono domande che ci permettono di valorizzarlo e di farne il punto di partenza per nuove conquiste.

Kimi Antonelli seduto davanti a una parete di ritratti incorniciati presso IWC Schaffhausen, con la maglia del team Mercedes-AMG PETRONAS.

Alcune cose meritano di essere ripensate. Il tempo è una di queste.

È una filosofia che ci accomuna naturalmente al Mercedes-AMG PETRONAS Formula One™ Team. Tanto nell’orologeria quanto nel motorsport, la precisione è fondamentale, ma fermarsi non è un’opzione.

L’esperienza ci dà gli strumenti per andare oltre. La curiosità ci spinge a osare.

Il successo di Kimi ci ricorda che il futuro non sempre aspetta il proprio turno. A volte arriva con una prospettiva inedita, mette in discussione le certezze consolidate e rende evidenti, a posteriori, possibilità che prima sembravano impensabili.

La formula vincente, dunque, potrebbe dipendere meno dall’età che dall’atteggiamento. Padroneggiare il proprio mestiere. Rispettare ciò che è venuto prima. E non dare mai per scontato che la risposta migliore sia già stata trovata.

Grazie, Kimi, per aver messo in discussione tutto ciò che credevamo di sapere sul tempo.

Il futuro è ufficialmente arrivato.